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Eudaimonia. Cos’è la Felicità: Visioni tra Filosofia e Psicologia

La felicità è ovunque intorno a noi eppure spesso ci sfugge. Molti la cercano per una vita intera senza accorgersi che era lì, nascosta nelle cose semplici: il sole del mattino, il profumo della pioggia, il sorriso di chi amiamo. Secondo recenti studi, la felicità autentica non nasce da grandi conquiste materiali, ma dalla capacità…

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Eudaimonia. Cos’è la Felicità: Visioni tra Filosofia e Psicologia

La felicità è ovunque intorno a noi

eppure spesso ci sfugge. Molti la cercano per una vita intera senza accorgersi che era lì, nascosta nelle cose semplici: il sole del mattino, il profumo della pioggia, il sorriso di chi amiamo. Secondo recenti studi, la felicità autentica non nasce da grandi conquiste materiali, ma dalla capacità di vivere pienamente ogni piccolo istante, consapevolmente. Filosofi come Aristotele ed Epicuro lo avevano intuito già migliaia di anni fa, mentre psicologi moderni come Martin Seligman ci insegnano che si può davvero imparare a essere più felici.

E allora, perché così tante persone sono ancora insoddisfatte? In questo articolo esploreremo la felicità da angolazioni insolite—filosofiche, psicologiche e persino psichiatriche—per scoprire come realizzare concretamente quel senso di soddisfazione profonda che tutti desideriamo. .

La felicità è un sogno che tutti rincorrono, una luce che ognuno cerca nel cammino della vita. Eppure, spesso, essa si trova già intorno a noi, silenziosa e discreta, nascosta nelle pieghe della quotidianità: nella capacità di vedere il sole sorgere ogni mattina, nel verde intenso degli alberi che danzano al vento, nell’azzurro infinito del cielo che accoglie lo sguardo, nel mare che respira con onde ritmate.

La felicita
La felicità, Credit Getty Images

Felicità è ascoltare il canto melodioso degli uccelli, godere di una salute spesso sottovalutata, apprezzare la famiglia, i figli, la dolcezza delle piccole cose. È camminare lentamente, sentire il respiro della natura, percepire la pulsazione della vita stessa.

La felicità, nel suo significato più profondo e universale, ha affascinato filosofi, psicologi e psichiatri per secoli. Aristotele affermava che “la felicità è il sommo bene, fine ultimo di ogni azione umana” (Etica Nicomachea, I, 4). Per lui, essa non era semplicemente uno stato emotivo passeggero, ma il risultato di una vita vissuta secondo virtù e ragione. In questa prospettiva filosofica classica, la felicità (eudaimonia) è strettamente legata alla realizzazione del proprio potenziale umano.

Nel corso della storia, altri filosofi hanno interpretato la felicità in modo differente. Epicuro, per esempio, sosteneva che la felicità si raggiunge attraverso la ricerca del piacere moderato e l’assenza di dolore, affermando: “Il piacere è il principio e il fine della vita felice” (Lettera a Meneceo). D’altra parte, gli Stoici come Seneca e Marco Aurelio enfatizzavano il controllo delle emozioni e la serenità interiore come via maestra per raggiungere la felicità.

Emil Cioran, Filosofo
Emil Cioran, Filosofo

Contrariamente alle visioni più ottimistiche della felicità, il filosofo Emil Cioran offre una prospettiva decisamente più cupa e provocatoria. Cioran sostiene che la felicità è essenzialmente irraggiungibile e che la vita stessa è caratterizzata da sofferenza e disillusione. Egli scrive:

“Solo l’infelicità è intelligente, solo il dolore affina lo spirito” (Cioran, Sillogismi dell’amarezza).

Sempre nello stesso testo, afferma provocatoriamente:

«Solo gli spiriti superficiali riescono ad avvicinarsi alla felicità; o meglio, solo gli stupidi possono essere felici».

Questa affermazione riflette l’idea tipica di Cioran secondo cui la consapevolezza e l’intelligenza conducono inevitabilmente alla sofferenza esistenziale. Al contrario, chi è privo di profondità o ignora le complessità della vita riesce più facilmente a sperimentare la felicità, perché non percepisce pienamente l’assurdità o la tragicità dell’esistenza. La sua analisi invita a una riflessione profonda sul senso della vita e sulla necessità di accettare la dimensione tragica dell’esistenza umana come parte integrante e inevitabile della nostra esperienza.

Passando alla psicologia, la felicità viene analizzata come una condizione soggettiva di benessere, composta da una componente emotiva (presenza di emozioni positive e assenza di emozioni negative) e una componente cognitiva (valutazione della propria vita come soddisfacente). Secondo Martin Seligman, padre della psicologia positiva, la felicità si basa su cinque pilastri: emozioni positive, coinvolgimento, relazioni interpersonali, significato e realizzazione personale (Seligman, 2011).

Dal punto di vista psichiatrico, invece, la felicità assume anche una dimensione neurobiologica. Numerose ricerche hanno evidenziato il ruolo dei neurotrasmettitori come serotonina, dopamina e ossitocina nel modulare gli stati d’animo e contribuire al senso di benessere.

Richard Davidson, American psychologist and professor
Richard Davidson, American psychologist and professor

“La felicità non è solo uno stato mentale, ma anche il risultato di un complesso equilibrio biochimico”,

afferma lo psichiatra Richard Davidson, sottolineando come tecniche quali la mindfulness e la meditazione possano influenzare positivamente il cervello (Davidson, 2012).

Carl Gustav Jung offre un contributo fondamentale alla comprensione della felicità dal punto di vista psichiatrico e psicologico, evidenziando l’importanza del processo di individuazione, ovvero il percorso di scoperta e realizzazione del sé autentico. Per Jung, la felicità non deriva semplicemente dall’assenza di conflitti o sofferenze, bensì dal coraggio di affrontare e integrare le proprie parti più profonde e spesso nascoste della psiche, raggiungendo così una vera armonia interiore e un senso di completezza (Jung, Opere).

Lodovico Berra, Psichiatra Psicoterapeuta
Prof. Lodovico Berra, Psichiatra, Psicoterapeuta

Secondo la prospettiva della psicoterapia esistenziale, come riportato nella rivista Dasein Journal n°7/2018 (L. Berra, 2018),

la felicità deriva anche dal superamento del dualismo tra corpo e mente, e dalla capacità di vivere pienamente immersi nella realtà del mondo, trovando equilibrio tra l’interiorità e l’esteriorità della vita.

Inoltre, la felicità autentica richiede, secondo un’analisi esistenziale, un rapporto equilibrato tra individuo e società, in cui la propria identità personale e la realizzazione sociale siano in armonia reciproca. Questo equilibrio è fondamentale per superare la solitudine esistenziale e favorire una vita significativa e appagante.

Infine, la felicità non può essere considerata solo una conquista individuale, ma anche un fenomeno sociale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità sottolinea che il benessere psicologico e sociale è fondamentale per la salute generale e raccomanda l’integrazione di pratiche di promozione della salute mentale in ogni contesto sociale.

Secondo l’Harvard Study of Adult Development, le buone relazioni proteggono la nostra salute fisica e mentale più della ricchezza o del successo professionale. Si tratta di relazioni autentiche basate sull’empatia, sulla fiducia reciproca, sull’ascolto attivo e sul sostegno emotivo. Relazioni che si costruiscono attraverso la disponibilità a condividere, a comprendere profondamente l’altro e a comunicare in modo aperto e sincero.

Nella vita di ogni giorno, coltivare la felicità significa prestare attenzione alle piccole gioie quotidiane, mantenere relazioni autentiche e profonde, prendersi cura della propria salute fisica ed emotiva, e praticare la gratitudine. Dedicare tempo alla riflessione personale, ascoltare i propri bisogni interiori e vivere con maggiore consapevolezza può fare davvero la differenza. Perché la felicità, in fondo, non è un obiettivo da raggiungere lontano nel tempo, ma una scelta che possiamo fare ogni singolo giorno.

Lodovico Berra, Psichiatra, Psicoterapeuta, Psicoanalista, Direttore SSCF & ISFIPP

Medico specialista in psichiatria, psicoterapeuta e psicoanalista, Fondatore e Direttore della Scuola Superiore in Counseling Filosofico e del Istituto Superiore di Filosofia, Psicologia e Psichiatria.
Ha iniziato ad occuparsi di psicoterapia esistenziale e dei rapporti tra psichiatria e filosofia alla fine degli anni 80, subito dopo la laurea in medicina e chirurgia.
Nel 1998 ha fondato la Scuola Italiana di Psicoterapia Esistenziale (SIPE) e nel 2007 l’Istituto Superiore di Filosofia, Psicologia, Psichiatria (ISFIPP) di cui è attualmente direttore.
Ha studiato e si è perfezionato a Zurigo, Ginevra, Parigi, New York, Boston, Los Angeles.
È autore di una ventina di libri e di un centinaio di articoli su riviste nazionali ed internazionali nel campo della psichiatria, della psicologia e della filosofia.

L’autore

Lodovico Berra, Psichiatra, Psicoterapeuta, Psicoanalista, Direttore SSCF & ISFIPP

Medico specialista in psichiatria, psicoterapeuta e psicoanalista, Fondatore e Direttore della Scuola Superiore in Counseling Filosofico e del Istituto Superiore di Filosofia, Psicologia e Psichiatria.
Ha iniziato ad occuparsi di psicoterapia esistenziale e dei rapporti tra psichiatria e filosofia alla fine degli anni 80, subito dopo la laurea in medicina e chirurgia.
Nel 1998 ha fondato la Scuola Italiana di Psicoterapia Esistenziale (SIPE) e nel 2007 l’Istituto Superiore di Filosofia, Psicologia, Psichiatria (ISFIPP) di cui è attualmente direttore.
Ha studiato e si è perfezionato a Zurigo, Ginevra, Parigi, New York, Boston, Los Angeles.
È autore di una ventina di libri e di un centinaio di articoli su riviste nazionali ed internazionali nel campo della psichiatria, della psicologia e della filosofia.

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