Nuova Rivista di Counseling Filosofico 20/2025

Nuova Rivista di Counseling Filosofico 20 2025

Contributi di

Lodovico Berra; Romano Madera; Federico Bottigliengo; Annarita Dibenedetto; Alberto Rezzi; Stefania Marengo; Michele Di Bartolo; Chiara Sivieri.

Copertina realizzata a partire dall’opera di Jean-Paul Riopelle, © 2025.

Sommario

Editoriale

L’evoluzione dell’essere umano | Lodovico Berra

Il cervello umano si è sviluppato progressivamente nel corso della storia, seguendo un percorso unico e straordinario. A partire dall’Australopithecus, passando per l’Homo habilis, l’Homo erectus e l’Uomo di Neanderthal, si è giunti all’Homo sapiens. Analizzando le modificazioni della massa cerebrale, si osserva un incremento da circa 450 cm³ nell’Australopithecus fino agli attuali 1400 cm³. Contestualmente, la corteccia cerebrale si è estesa e ispessita, determinando un significativo aumento del numero di neuroni, praticamente triplicatosi.

In particolare, l’espansione del lobo frontale ha avuto un ruolo cruciale, essendo questa l’area deputata alla pianificazione del comportamento e alla formulazione dei giudizi. È proprio in questa regione che si esprime in modo più marcato ciò che si potrebbe definire “umanunicità”, ovvero l’unicità della mente umana. Grazie all’ampliamento della corteccia cerebrale e allo sviluppo delle capacità cognitive, l’uomo ha acquisito un’intelligenza superiore rispetto a qualsiasi altro essere vivente, evidenziata dai progressi nelle scienze, nella tecnologia, nella medicina e nelle comunicazioni.

Articoli

Il Metodo Biografico. Una Filosofia della Cura e del Senso | Romano Madera

Il Metodo Biografico, nell’ambito dell’Analisi Biografica a Orientamento Filosofico (ABOF), rappresenta un approccio interdisciplinare che integra la filosofia con la pratica biografica, ponendosi come uno strumento per l’elaborazione del senso e della cura di sé. Nato negli anni ’90, questo metodo ha trovato applicazione nella pratica filosofica, nella formazione e nella ricerca di senso esistenziale, favorendo un dialogo tra differenti prospettive.

Noi siamo la nostra memoria. La memoria come fondamento dell’identità personale | Lodovico Berra

La memoria non è un processo passivo, ma dinamico e soggetto a continue modificazioni. I ricordi si strutturano attraverso reti neuronali e connessioni sinaptiche, influenzando emozioni e comportamenti. La memoria è, pertanto, una funzione plastica: le esperienze modificano le connessioni sinaptiche, favorendo il consolidamento o l’indebolimento dei ricordi. Numerosi studi neuroscientifici dimostrano inoltre che l’apprendimento induce cambiamenti epigenetici con possibili effetti transgenerazionali.

Da Orfeo a Brian Weiss: la memoria autobiografica estesa | Federico Bottigliengo

L’articolo esplora il concetto di reincarnazione attraverso una ricognizione storico-filosofica e religiosa dell’area euro-mediterranea, facendo affiorare una teoria occidentale ben strutturata e consolidata. L’autore analizza gli studi scientifici più recenti sul fenomeno delle memorie di “vite passate” e sulla ricaduta psicosociale della prospettiva reincarnazionale.

Risignificare la propria esistenza: l’Autobiografia Ragionata | Annarita Dibenedetto

L’autobiografia ragionata è una pratica filosofica e dialogica che consente agli individui di risignificare il proprio passato, esplorare il proprio presente e progettare un futuro più consapevole. Ideata dal filosofo e sociologo Henri Desroche e successivamente sviluppata da Jean-François Draperi, questa metodologia trova la sua forza nell’intreccio tra memoria e narrazione, elementi centrali per il processo di autocomprensione e per la costruzione di un’identità autentica. Attraverso la narrazione del sé, l’autobiografia ragionata aiuta a individuare i “fili conduttori” che legano i frammenti dell’esistenza, promuovendo una comprensione più profonda del proprio percorso. È uno strumento che, intrecciando filosofia e pedagogia, si dimostra efficace tanto a livello individuale quanto in contesti di gruppo.

Memoria e identità personale | Alberto Rezzi

La nostra memoria contribuisce alla costruzione di quella che chiamiamo “identità personale”. Di fatto noi siamo la nostra memoria, ma se sondiamo filosoficamente questa sorta di coincidenza ci troviamo al cospetto di alcune domande dirimenti e a qualche vicolo cieco. Che ruolo hanno, ad esempio, la memoria involontaria e l’oblio in questo processo di costruzione? Con l’aiuto di pensatori come Ricoeur e Benjamin, proveremo a pensare la memoria non soltanto come una facoltà, ma come una dimensione propria dell’essere umano, una forza attiva che ha a che fare con la temporalità e il suo divenire, ma soprattutto con la conoscenza di sé e con la costruzione mai definitiva della nostra identità personale.

Il diario ritrovato: ricomporre un’esistenza, dalla dispersione alla rammemorazione | Stefania Marengo

Il ritrovamento fortuito del diario di una giovane donna degli anni ’50 del secolo scorso suggerisce nuove possibilità all’interno del counseling filosofico e della filosofia pratica. Anche una scrittura privata e segreta ha in sé la presenza di un interlocutore, che l’attività stessa dello scrivere in qualche modo sempre presuppone: è scrittura destinata. Attraverso la decifrazione rispettosa di una scrittura diaristica non solo interroghiamo la nostra stessa soggettività ma diamo vita ad una forma di rammemorazione di una singola esistenza.

Memoria e scrittura di sé. Per una nuova estetica dell’esistenza | Michele Di Bartolo

Secondo l’interpretazione di M. Foucault, dal momento socratico-platonico emergono due diverse concezioni della cura di sé, dalle quali si dipanano altrettante linee di sviluppo. La prima, che avrebbe poi finito per prevalere sotto l’impulso del cristianesimo, ha identificato cura di sé e conoscenza di sé, approdando a un’ermeneutica del soggetto. La seconda, che Foucault definisce estetica dell’esistenza e che vede il suo momento di massima fioritura in età ellenistico-romana, intende invece la filosofia come esercizio e pratica di trasformazione. Se è vero che memoria e scrittura giocano un ruolo strategico in entrambe queste linee di sviluppo, la distanza tra le due può essere misurata proprio nel diverso modo di interpretare il ruolo che esse assumono in ordine all’istanza della cura di sé. Come sarà possibile, oggi, recuperare la tradizione dell’estetica dell’esistenza, facendosi al contempo carico della dimensione dell’interiorità aperta dalla tradizione cristiana?

Memoria e identità professionale: il racconto di sé come bussola | Chiara Sivieri

L’identità professionale non è un dato fisso bensì il risultato, mai definitivo, di un processo esperienziale, riflessivo e narrativo. In questo processo costruttivo la memoria gioca un ruolo cruciale: non è infatti un semplice archivio di eventi ma una funzione attiva, selettiva e trasformativa, che consente di dare senso alle esperienze e riconfigurare la propria traiettoria professionale.

Nel contesto contemporaneo le nuove tecnologie, il digitale e l’infosfera stanno modificando radicalmente il nostro rapporto con il tempo, la memoria ed il racconto di noi stessi, imponendo modelli di comunicazione frammentati e cumulativi che sono essenzialmente distanti dal ritmo narrativo della nostra identità. Se a questo aggiungiamo il dinamismo e il continuo cambiamento caratteristici del mondo del lavoro di oggi, diventa fondamentale adottare pratiche che, attraverso la riflessione autobiografica, aiutino professionisti e organizzazioni a comprendere, significare e ridisegnare la propria identità lavorativa.

Opera di Jean-Paul Riopelle

La Nuova Rivista di Counseling Filosofico

La Nuova Rivista di Counseling Filosofico, giunta al suo ventesimo numero, si conferma un punto di riferimento essenziale per chiunque desideri approfondire e sperimentare le pratiche filosofiche applicate alla vita quotidiana. Diretta con sensibilità e rigore da Lodovico E. Berra, psichiatra e counselor filosofico, questa edizione esplora in profondità il tema affascinante della memoria come fondamento dell’identità personale e professionale.

Editor-in-chief
Lodovico E. Berra M.D.

Editorial Board
Annarita Dibenedetto Ph.D.
Rebecca Impellizzieri Ph.D.
Enzo Novara Ph.D., Psy.D.
Diego Papurello M.D.
Alberto Rezzi Ph.D., Psy.D.
Ezio Risatti Psy.D.
Mariacarla Zunino Ph.D.

Norme editoriali

La Nuova Rivista di Counseling Filosofico, pubblicazione ufficiale della Scuola Superiore di Counseling Filosofico, ospita contributi originali redatti in forma di articoli, dedicati ad approfondire tematiche monografiche nell’ambito della pratica filosofica, della filosofia pratica e del counseling filosofico. Gli articoli proposti devono essere inediti e non contemporaneamente sottoposti alla valutazione di altre riviste.

  • Il testo deve essere in lingua italiana o inglese e non oltre 30.000 caratteri, spazi inclusi.
  • Titolo del lavoro in italiano.
  • Abstract in italiano, massimo 3000 battute spazi inclusi.
  • Parole chiave in italiano.
  • Didascalie delle tabelle e delle figure in italiano.
  • Nella prima pagina devono comparire nomi degli Autori, Istituto o Ente di appartenenza e recapiti dell’Autore per la corrispondenza.
  • Invio manoscritti: prof.Berra@isfipp.org, segreteria@isfipp.org.
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