
Dasein Journal 14, Rivista di Filosofia e Analisi Esistenziale
DASEIN Journal n° 14 / 2026
Rivista dell’Istituto Superiore di Filosofia, Psicologia, Psichiatria
ISFiPP Edizioni. Rivista di Filosofia e Analisi Esistenziale. Rivista Ufficiale dell’ISFiPP. Disponibile solo online.

Contributi di
Lodovico Berra; Paolo Marino Cattorini; Maria Cristina Fornari; Alessandro Bargoni; Piero Celoria; Beatrice Anderlini; Marco Ciervo; Federico Bottigliengo.
In copertina: Michelangelo, Studio di nudo, 1504-1505. Londra, British Museum. ©
Sommario
Editoriale
La mente incarnata | Lodovico Berra
Il concetto di mente incarnata rappresenta una delle più interessanti intuizioni sul funzionamento della psiche. Esso si oppone alla tradizione dualistica, nata da Cartesio, secondo cui la mente costituisce una sostanza distinta e separata dal corpo. In tale prospettiva l’attività mentale veniva concepita come elaborazione interna di rappresentazioni simboliche, indipendente dalla dimensione corporea. La teoria dell’embodied mind, al contrario, sostiene che i processi mentali emergono dall’interazione dinamica tra cervello, corpo e ambiente, e che la mente non possa essere compresa come entità autosufficiente o disincarnata, indipendente da un corpo.
Articoli
Ilcorpochenonmuore. Un’escatologia laica | Paolo Marino Cattorini
L’articolo sviluppa una difesa argomentata dell’istanza immortalista contro le riduzioni psicologizzanti e spiritualistiche del dibattito sulla morte. L’autore rifiuta tanto la patologizzazione dell’aspirazione all’immortalità quanto l’accettazione acritica della morte come evento “naturale” o eticamente positivo. In dialogo con Heidegger, chiarisce che l’essere-per-lamorte non fonda una prescrizione normativa della mortalità. Sul piano teologico, evidenzia il pluralismo escatologico contemporaneo e sostiene che la morte rappresenti una perdita reale, da contrastare piuttosto che da celebrare. Il neologismo “ilcorpochenonmuore” intende oltrepassare il dualismo corpo/anima, indicando una vocazione originaria alla vita inscritta nella corporeità stessa. Anche le tecnologie di estensione della vita sono lette come espressione di tale tensione antropologica. In prospettiva cristiana ed escatologica, la morte non è necessità ontologica, ma nemico destinato a essere vinto.
La “grande ragione” del corpo | Maria Cristina Fornari
L’articolo analizza il pensiero di Friedrich Nietzsche mettendo in luce la centralità della “grande ragione del corpo” come fondamento della conoscenza e dell’esperienza umana. L’intelletto e la coscienza vengono interpretati come strumenti adattivi e secondari rispetto alla dimensione corporea, intesa come sistema complesso di processi fisiologici e relazionali. Viene criticato il dualismo mente-corpo, proponendo una visione integrata in cui psichico e fisico costituiscono linguaggi differenti della medesima realtà. L’autrice estende tali riflessioni alle teorie contemporanee (embodiment, enattivismo, Thomas Fuchs), sottolineando il ruolo del corpo nella formazione dell’esperienza e della soggettività. Infine, si evidenziano le implicazioni pratiche, in cui il corpo emerge come elemento essenziale nella comprensione e nell’intervento relazionale.
Il corpo e l’evoluzione della medicina | Alessandro Bargoni
L’articolo ricostruisce l’evoluzione storica della concezione del corpo quale oggetto centrale della medicina, delineandone le principali trasformazioni epistemologiche. Dalla cultura greca arcaica, priva di una nozione unitaria di corpo, si giunge alla medicina ippocratica, che ne afferma l’unità con la psiche e ne fonda l’indagine naturalistica. Nel Medioevo il corpo è subordinato alla dimensione spirituale, mentre tra XII secolo e Rinascimento l’anatomia inaugura un approccio empirico basato sull’osservazione diretta. Con la rivoluzione scientifica si afferma il paradigma meccanicistico, che assimila il corpo a una macchina regolata da leggi fisiche. Tale modello permea la biomedicina contemporanea e trova un’espressione radicale nelle prospettive transumaniste, orientate al superamento dei limiti biologici mediante l’innovazione tecnologica.
Paradigma della guerra nel corpo: fenomenologia del rigetto in trapiantologia | Piero Celoria
L’articolo propone una riflessione filosofico-medica sul paradigma della guerra applicato al corpo, con particolare riferimento al fenomeno del rigetto in trapiantologia. Muovendo dall’intreccio storico e concettuale tra medicina e filosofia, il trapianto viene visto come luogo emblematico di incontro tra tecnica chirurgica ed esperienza esistenziale. Il rigetto viene descritto non come complicanza, ma come espressione biologica inevitabile di un conflitto tra identità corporee, una “guerra” inscritta nella natura immunologica dell’organismo. Il paradigma bellico viene esteso alle dinamiche autoimmuni e alle costruzioni identitarie collettive, suggerendo una continuità tra substrato biologico e conflitto culturale.
Il corpo oggetto | Lodovico Berra
L’articolo esamina la distinzione fenomenologica tra corpo vissuto (Leib) e corpo oggettivo (Körper), evidenziandone la rilevanza teorica e clinica. Attraverso i contributi di Husserl, Sartre e Merleau-Ponty, il corpo è descritto come realtà ambigua, sospesa tra esperienza soggettiva e oggettivazione, anche nello sguardo dell’altro. Viene valorizzato il corpo-oggetto quale riferimento indispensabile per la pratica medica e per la comprensione psicosomatica, mantenendo una distinzione funzionale tra mente e corpo. In ambito psicopatologico, tale frattura si manifesta nella schizofrenia, con fenomeni di disincarnazione, e nell’anoressia, con radicale oggettivazione e controllo del corpo.
Il peso dell’essere: il corpo nei Disturbi del Comportamento Alimentare | Beatrice Anderlini
Quando la voce tace, si fa silenzio, il corpo diviene voce che parla, racconta, luogo del domandare fenomenologico del “peso” dell’essere, nella sua dimensione esistenziale, emotiva e simbolica. Con il “peso” che è “vuoto che pesa”, chi soffre di un Disturbo del Comportamento Alimentare e gli occhi altri che guardano le forme corporee annullarsi e trasfigurarsi, istaurano una relazione di riconoscimento e conoscimento. Da questo corpo che narra, come afferma Michel Foucault, “nascono e si irradiano tutti i luoghi possibili, reali e utopici” di un corpo che si mette ad esistere portando la persona a ritornarsi ad ascoltare nella totalità, anche con il possibile aiuto di nuovi orizzonti di senso e percezione del Counseling Filosofico.
Non abbiamo un corpo. Siamo un corpo | Marco Ciervo
L’articolo esplora il concetto di corpo quale dimensione costitutiva dell’esperienza umana, superando la tradizionale concezione dualistica mente-corpo per proporre una visione integrata somato-psichico-spirituale. Attraverso un dialogo tra filosofia, osteopatia e neuroscienze, l’autore sostiene che il corpo non sia un oggetto da correggere, bensì un soggetto vivente da interpretare, ponte tra esperienza, emozione e significato. Viene criticata l’impostazione cartesiana in favore di un paradigma fenomenologico, in particolare merleau-pontyano, secondo cui “non abbiamo un corpo, siamo un corpo”. Il tocco osteopatico è descritto come strumento conoscitivo e relazionale, fondato su ascolto, intenzionalità e reciprocità. Centrale è il concetto di embodiment, che riconosce la cognizione come incarnata e radicata nell’esperienza corporea. Il corpo è presentato come sistema complesso, autoregolativo e dotato di memoria, in cui biochimica, struttura ed emozione interagiscono dinamicamente. L’approccio clinico proposto è sistemico e olistico, orientato alla ricerca della salute piuttosto che alla mera soppressione del sintomo. Ne emerge una prospettiva terapeutica integrata, in cui il corpo diviene luogo di significato, relazione e trasformazione.
Il corpo che resta: presenza, trasformazione e identità nell’antico Egitto | Federico Bottigliengo
Il contributo propone una lettura filosofica delle pratiche funerarie dell’antico Egitto come dispositivi di elaborazione del corpo, inteso non come semplice organismo biologico, ma come luogo di presenza, identità e relazione. Attraverso l’analisi dell’imbalsamazione e dei sistemi simbolici a essa connessi, l’articolo mostra come la civiltà egizia non abbia “travalicato” il corpo, bensì lo abbia trasformato e sostenuto mediante una pluralità articolata e ridondante di strumenti rituali, testuali e iconici. In dialogo con il counseling filosofico, il lavoro individua in questo modello culturale una strategia di risposta alla finitudine, nella quale il corpo, anche di fronte alla morte, resta il fulcro della costruzione di senso, offrendo una prospettiva critica sul rapporto tra corporeità, identità e durata.
Il corpo come problema filosofico
“Il corpo è tornato a occupare una posizione centrale nel dibattito filosofico contemporaneo, non soltanto come oggetto di riflessione teorica, ma come luogo primario dell’esperienza, della vulnerabilità e del senso. È nel corpo che la vita si espone, si trasforma e, infine, si interrompe; e tuttavia, proprio quando il corpo sembra venir meno, esso continua a porre domande decisive sul significato dell’identità, della continuità e della presenza.”
Federico Bottigliengo, Egittologo – Counselor Filosofico
Redazione
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SENIOR EDITOR
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Norme editoriali
Dasein Journal, rivista ufficiale della Scuola Italiana di Psicoterapia Esistenziale, pubblica contributi redatti in forma di articoli di argomento monografico nell’ambito della psicologia della psicopatologia, della psicoterapia di orientamento fenomenologico esistenziale. I contributi devono essere inediti, non sottoposti contemporaneamente ad altra rivista.
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- Bibliografia: va limitata alle voci essenziali identificate nel testo ed elencate al termine del manoscritto in ordine alfabetico. Devono essere riportati i primi 3 Autori, eventualmente seguiti da et al.
- Articoli e riviste: Schatzberg AF, Samson JA, Bloomingdale KL, et al. Toward a biochemical classification of depressive disorders, X: urinary catecholamines, their metabolites, and D-type scores in subgroups of depressive disorders. Arch Gen Psychiatry 1989;46:260-8.
- Libri: Kaplan HI, Sadock BJ. Comprehensive textbook of Psychiatry. Baltimore: Williams & Wilkins 1985.
- Capitoli di libri o atti di Congressi: Cloninger CR. Establishment of diagnostic validity in psychiatric illness: Robins and Guzes method revisited. In: Robins LN, Barret JE, editors. The validity of psychiatric diagnosis. New York: Raven Press 1989, p.74-85
- Le note, contraddistinte da numerazione progressiva, compaiono nel testo, a piè di pagina.
