Storie di Successo
Dalla laurea alla Bocconi al percorso in Counseling Filosofico SSCF & ISFIPP: la Tesi di Angela Pesare racconta come la filosofia possa entrare nel mondo del lavoro e trasformare le relazioni professionali in occasioni di consapevolezza e crescita.
Un esempio concreto di come il pensiero, quando diventa dialogo, possa restituire senso anche nei luoghi dove regna la logica dell’efficienza.
In questo articolo
Il valore della filosofia nelle relazioni d’aiuto
Alla Scuola Superiore di Counseling Filosofico (SSCF), con l’Istituto Superiore di Filosofia, Psicologia, Psichiatria (ISFiPP), la filosofia non è solo una disciplina accademica, ma un modo di vivere e di comprendere il mondo.
Il Master in Counseling Filosofico — primo in Italia nel suo genere e attivo da oltre venticinque anni — forma professionisti capaci di ascoltare, dialogare e accompagnare le persone nei momenti di crisi, di cambiamento o di ricerca di senso.
L’esperienza di Angela Pesare, protagonista di questa tesi di fine Master, mostra come il counseling filosofico possa entrare con efficacia anche nel mondo aziendale, offrendo strumenti di riflessione, chiarezza e orientamento a chi vive quotidianamente il complesso equilibrio tra vita personale e lavoro.
Il suo percorso è una testimonianza viva del potere trasformativo del pensiero quando incontra l’esperienza concreta dell’esistenza.
Quando la filosofia entra in azienda: l’esperienza di Angela Pesare tra Mentoring e Counseling Filosofico
«Fin dall’inizio del mio percorso di Master ho pensato che avrei applicato le conoscenze apprese all’interno del contesto aziendale»
— scrive Angela Pesare nella sua tesi di conclusione del Master in Counseling Filosofico.
Una frase che suona come una dichiarazione d’intenti, ma anche come un manifesto di fiducia nella filosofia applicata. Perché oggi, nel cuore delle aziende, dove la produttività spesso si misura in numeri e performance, è proprio la riflessione filosofica a poter restituire senso, valore e umanità alle persone.
Filosofia e impresa: un incontro necessario

Angela Pesare, con una formazione giuridico-economica e una carriera maturata in contesti aziendali complessi, ha scelto di indagare un terreno ancora poco esplorato: il rapporto tra filosofia ed economia, tra profitto e responsabilità, tra obiettivi e significato.
Nella sua tesi “Mentoring e Counseling: relazioni d’aiuto a confronto. Dove la filosofia può fare la differenza”, l’autrice osserva come l’impresa moderna non possa più limitarsi a essere conforme alla legge, ma debba “instaurare un corretto rapporto con l’ambiente e con le persone, adottare politiche rispettose dell’individuo e svolgere un ruolo positivo verso il contesto economico e sociale in cui opera.”
Il punto di partenza è una constatazione lucida: la crisi di senso che attraversa il lavoro contemporaneo. Burnout, stress da prestazione, demotivazione, perdita di significato: fenomeni che si moltiplicano e che nessuna politica aziendale può risolvere se non si torna al cuore della questione — la persona e la sua ricerca di senso.
In un mondo in cui anche il lessico economico si è popolato di parole come etica, sostenibilità e benessere, Angela individua nella filosofia un interlocutore prezioso.
Citando il World Economic Forum, ricorda:
«.»
È un messaggio potente: senza riflessione, nessuna impresa può essere davvero sostenibile; senza domande, nessun manager può essere autenticamente leader.
Il Counseling Filosofico come strumento per il mondo del lavoro
La tesi di Angela si muove nel solco della consulenza filosofica di Gerd B. Achenbach e del counseling filosofico di Lou Marinoff.
Da Achenbach riprende l’idea che «in un momento ipertecnologico, iperimpersonale e meccanizzato come il nostro, il bisogno di filosofia è molto più tangibile»; da Marinoff trae la convinzione che «un lavoro ricco di significato è parte integrante di una vita che lo sia a sua volta».
Il counseling filosofico non è dunque una forma di psicoterapia, ma un dialogo maieutico che restituisce all’individuo la capacità di interrogarsi e di orientarsi.
In ambito aziendale, diventa uno strumento per rischiarare le situazioni di blocco, per ritrovare motivazioni autentiche e per riscoprire la relazione tra ciò che si fa e ciò che si è.
Angela sottolinea che:
“nelle organizzazioni di oggi, sempre più dinamiche nei processi ma statiche nella valorizzazione delle persone, emerge una forte esigenza di risignificare la vita lavorativa.”
In questa prospettiva, il counselor filosofico è colui che aiuta il professionista a rileggere la propria esperienza, a interpretare le crisi come tappe di un percorso evolutivo e a riscoprire il valore del proprio ruolo.
Il Mentoring come spazio di incontro e di riflessione
La parte più originale del lavoro di Angela è l’esperienza di mentoring universitario svolta all’interno dell’Università Bocconi, dove ha operato come mentore “con l’ausilio della filosofia”.
L’università, racconta, “mette in contatto ex alunni e professionisti che desiderano essere accompagnati in momenti di difficoltà o di riorientamento professionale.”
Qui la filosofia è diventata uno strumento di mediazione, un linguaggio capace di unire due mondi — quello della competenza tecnica e quello della ricerca di senso.

Nel mentoring, spiega Angela, l’obiettivo non è guidare, ma rischiarare: “Il counselor filosofico non dà risposte, ma aiuta a porre le domande giuste.”
Il suo lavoro ha permesso di verificare quanto il metodo filosofico, se affiancato a un contesto di accompagnamento professionale, possa generare consapevolezza e trasformazione.
Il caso M.: la filosofia come sguardo che libera
Il cuore narrativo della tesi è rappresentato dal caso clinico-narrativo di M., una trentacinquenne impiegata in una multinazionale, bloccata in una spirale di riconoscimenti mancati e ruoli intercambiabili.
“Otto anni di fedeltà, trasferimenti, sacrifici, eppure nessuna promozione”, racconta Angela.
La giovane donna si sente invisibile: “L’azienda non le riconosce merito per la sua costanza, e lei comincia a dubitare di sé stessa.”
Durante dieci incontri, Angela accompagna M. in un percorso di chiarificazione, aiutandola a riconoscere le dinamiche inconsce che la trattenevano in un ruolo di accondiscendenza funzionale — quella disponibilità totale che spesso, in azienda, diventa invisibile agli occhi di chi valuta.
Il metodo utilizzato è quello filosofico: domande, dialogo socratico, uso della metafora come strumento di consapevolezza.
“La metafora è stata il mio principale strumento filosofico di dialogo con lei”, scrive Angela, “perché ha permesso di rendere visibili le convinzioni che la imprigionavano e di risignificarle con una nuova visione.”
In altre parole, il counseling filosofico ha permesso a M. di vedere sé stessa non più come una vittima del sistema aziendale, ma come una protagonista del proprio cambiamento.
Il passaggio è stato da “essere guidata” a “riscoprire la propria guida interiore”, da eteronomia a autonomia, da dipendenza da un riconoscimento esterno a ricerca di coerenza interna.
La metafora come strumento di libertà
Angela Pesare dedica ampio spazio alla metafora come strumento cognitivo e dialogico, citando Aristotele, Vico, Nietzsche, Ricoeur, Lakoff e Johnson.
Scrive: “Noi apprendiamo soprattutto dalle metafore, in quanto esse hanno il ruolo fondamentale di portare l’oggetto sotto gli occhi.”
Seguendo questa intuizione, la counselor individua nella metafora il ponte tra pensiero e immaginazione, tra linguaggio e verità.
In un passo centrale della sua tesi osserva:
“Le metafore ci aiutano a comprendere come orientarci nel mondo, perché stanno a metà strada tra il linguaggio con il quale sono scritte e le immagini che portano dentro di sé.”
Con M., il linguaggio metaforico è diventato una chiave per rischiarare i vissuti.
Ogni immagine — l’albero da potare, la matassa da sciogliere, la luce che filtra — è diventata una rappresentazione simbolica delle dinamiche interiori, capace di tradurre emozioni complesse in forme comprensibili e condivisibili.
La filosofia, in questo contesto, non si presenta come un sapere astratto ma come un’esperienza incarnata. Le metafore, osserva Angela, “mettono in ordine le esperienze e le rendono riconoscibili”, proprio come fa il counselor quando accompagna il consultante nel processo di chiarificazione.
La riscoperta del sé attraverso l’immagine
L’autrice unisce in modo originale il pensiero filosofico e l’approccio neuroscientifico: cita Lakoff e Johnson per sottolineare come le metafore siano “il principale meccanismo mentale attraverso cui comprendiamo concetti astratti e mettiamo in atto ragionamenti astratti.”
Questo significa che le immagini e i simboli attivati nel dialogo non sono semplici ornamenti, ma vere e proprie mappe cognitive del mondo interiore.
Con M., le metafore hanno assunto una funzione terapeutica. Angela racconta che il percorso è iniziato con un bilancio di competenze, per poi procedere verso una rappresentazione simbolica più profonda: un disegno, un albero, un gesto.
Attraverso l’immagine, la mentee ha potuto “vedere” il proprio blocco e riconoscere il suo potere di trasformarlo.
“È stato come sfrondare un albero”, scrive Angela, “per arrivare a una versione più autentica di sé.”
Il ruolo del counselor filosofico: rischiarare, non guarire
La riflessione di Angela Pesare si colloca pienamente nello spirito della Scuola Superiore di Counseling Filosofico: una pratica di dialogo e riflessione che non mira a curare una patologia, ma a riattivare la capacità di pensare e di scegliere.
Il counselor filosofico non è un terapeuta, ma un compagno di cammino, un “tafano socratico” che stimola la riflessione e incoraggia la libertà interiore.
Nel mondo aziendale, questa figura assume un ruolo cruciale: aiuta i professionisti a ritrovare coerenza tra valori e azioni, a ridefinire obiettivi, a riformulare la propria visione del lavoro e della vita.
Angela lo sintetizza con chiarezza:
“Ecco a cosa può servire la filosofia: a porsi domande di questo tipo in situazioni quotidiane, laddove si esercitino professioni che non ci rendono soddisfatti o che non ci somigliano.”
Un nuovo umanesimo per il lavoro
Il percorso descritto nella tesi di Angela Pesare è un esempio concreto di come il counseling filosofico possa entrare in spazi fino a poco tempo fa impensabili — come l’impresa, l’università, la formazione professionale.
Il suo lavoro mostra che il bisogno di filosofia non è un lusso intellettuale, ma una necessità umana.
In un’epoca segnata dall’automazione, dall’intelligenza artificiale e dal lavoro disumanizzato, la riflessione filosofica può restituire centralità alla persona.
Come ricorda Achenbach, “il bisogno di filosofia è più tangibile che mai”.
E come scrive Angela,
“nel presente sempre più virtuale e assente in carne e ossa, la filosofia aiuta a ripensare il senso dell’agire, a restituire all’individuo la capacità di abitare la propria esperienza.”
Il counseling filosofico diventa così uno strumento per la sostenibilità interiore: un modo per costruire equilibrio tra l’essere e il fare, tra la produttività e il benessere, tra la mente e il mondo.
Conclusione: il futuro del counseling filosofico è nel dialogo con la realtà
Il lavoro di Angela Pesare si chiude con un’immagine poetica:
“Concludo in metafora, perché la vita stessa è una metafora: un continuo tentativo di interpretare ciò che vediamo e di dare forma a ciò che sentiamo.”
Questa frase racchiude l’essenza del counseling filosofico: un’arte del dialogo che non mira a fornire risposte, ma a creare spazi di pensiero in cui le persone possano ritrovarsi.
Il counseling filosofico, così come emerge da questa esperienza, non è un sapere astratto, ma una pratica etica e relazionale che illumina la vita reale — nei luoghi di lavoro, nelle università, nelle relazioni quotidiane.
In un’epoca in cui molti si sentono smarriti, privi di direzione o oppressi da ruoli e funzioni, il counseling filosofico offre la possibilità di fermarsi, riflettere e ripartire con consapevolezza.
E in fondo è proprio questo il messaggio che la tesi di Angela Pesare consegna:
che la filosofia non appartiene solo ai libri o alle aule, ma può diventare strumento di libertà nelle mani di chi sa ascoltare e di chi desidera cambiare.
“Rischiarare, non guidare” — scrive l’autrice.
È forse la formula più bella per descrivere l’essenza del counselor filosofico:
non un maestro, ma un compagno di viaggio che accende una luce sul cammino dell’altro.

Angela Pesare
è laureata in Giurisprudenza presso l’Università Bocconi di Milano, dove ha maturato una solida esperienza professionale in ambito aziendale e giuridico.
Nel corso degli anni ha sviluppato un profondo interesse per la dimensione umana e relazionale del lavoro, che l’ha condotta a intraprendere il Master in Counseling Filosofico presso la Scuola Superiore di Counseling Filosofico (SSCF) e l’Istituto Superiore di Filosofia, Psicologia, Psichiatria (ISFiPP).
La sua tesi, “Mentoring e Counseling: relazioni d’aiuto a confronto. Dove la filosofia può fare la differenza”, rappresenta un ponte tra il mondo dell’impresa e la riflessione filosofica, mostrando come il dialogo e il pensiero critico possano diventare strumenti concreti di benessere e di crescita personale anche nei contesti organizzativi più complessi.
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Un percorso strutturato di formazione al Counseling Filosofico e alle pratiche filosofiche, tra studio, laboratori, supervisione e ricerca personale.









