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Una silenziosa rivoluzione. La versatilità della pratica filosofica, Dr.ssa Marta Zappalorto

La pratica filosofica può attraversare contesti diversi: relazione individuale, gruppo, scuola e comunità. Attraverso il percorso di Marta Zappalorto, l’articolo mostra come il Counseling Filosofico diventi una forma di presenza e orientamento capace di unire ascolto, rigore, responsabilità e confronto con le domande concrete dell’esistenza.

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Una silenziosa rivoluzione. La versatilità della pratica filosofica, Dr.ssa Marta Zappalorto

INTRODUZIONE

“Quella che segue è la breve fenomenologia di un’aspirante counselor filosofica, è il racconto di un cammino, costellato di dubbi e timori, che ha condotto alla maturazione di una nuova consapevolezza. È il resoconto di una crescita personale e professionale, attraverso fasi diverse che ben si prestano ad essere lette in chiave dialettica: da un momento inziale, in cui si andava tratteggiando il profilo della counselor che immaginavo di diventare, al momento “duro” della prova, del misurarsi sul campo, del testare strumenti e competenze acquisite, del saggiare la tenuta dell’approccio che intendevo sposare; infine il momento della riflessione e della consapevolezza, dell’aver fatto tesoro degli errori e delle criticità, il momento finale che prelude ad un nuovo inizio, quello di una nuova professionalità. L’elaborato, pertanto, è diviso in tre parti: la prima in cui riporto una serie di riflessioni, e anche di dubbi, nate all’inizio del percorso di formazione del Master, in cui andavo costruendo la mia personale visione del Counseling Filosofico, con il riferimento ad alcuni autori per me fondamentali, le cui concezioni sentivo risuonare affini al mio modo di essere e di vedere le cose, come Achenbach, Schuster e Lahav.

Tesi Master Counseling Filosofico Dr.ssa Marta Zappalorto
Tesi Master Counseling Filosofico Dr.ssa Marta Zappalorto

. Nell’ultima parte racconto da un lato un’esperienza di counseling individuale che ha avuto un esito positivo, quindi una sorta di esordio nella nuova professione, e dall’altro avanzo una proposta di lavoro per il counselor filosofico, quella cioè di vagliare con approccio filosofico l’esperienza onirica di un potenziale consultante che avesse voglia di farlo. Una simile proposta nasce dalla personale esperienza di training individuale, nel corso della quale mi è capitato più di una volta di portare in seduta il racconto di un sogno che mi aveva particolarmente colpito. L’esplorazione filosofica del sogno nasceva da un intimo bisogno di comprendere, di cercare il senso di quel corpus di immagini che la mente mi inviava e di esperienze che mi invitava a fare.

Posso testimoniare che il tentativo ha avuto un esito positivo, non solo per la sensibilità e la disponibilità mostrata dal mio tutor, il prof. Novara, nell’assecondare la mia richiesta, ma anche per la grande competenza da lui esibita nell’accompagnarmi nell’analisi e nel rimandarmi preziosi spunti di riflessione. Senza la pretesa di arrogarsi competenze che non gli competono, quindi di invadere territori tradizionalmente rivendicati da altri saperi, ritengo che il counselor filosofico possa serenamente tentare, con il proprio consultante, un’analisi filosofica dei sogni.

Una silenziosa rivoluzione: il counseling filosofico come pratica di cura, educazione e comunità

Contributo elaborato sulla base della tesi di Master in Counseling Filosofico (SSCF – ISFiPP) di Marta Zappalorto.

Ci sono rivoluzioni che non fanno rumore. Non occupano piazze, non alzano slogan, non promettono soluzioni rapide. Sono rivoluzioni lente, sotterranee, che lavorano in profondità, là dove si formano le domande più radicali dell’essere umano. Il counseling filosofico è una di queste. Una pratica ancora poco conosciuta, spesso fraintesa, ma capace di incidere in modo autentico sulla vita delle persone, sui contesti educativi e sul tessuto sociale.

Lodovico Berra, direttore del Master in Counseling Filosofico, Dr.ssa Marta Zappalorto Counselor Filosofico SSCF & ISFIPP
Prof. Lodovico Berra, direttore del Master in Counseling Filosofico, Dr.ssa Marta Zappalorto Counselor Filosofico SSCF & ISFIPP

La tesi di Master in Counseling Filosofico della Dr.ssa Marta Zappalorto, dal titolo “Una silenziosa rivoluzione. La versatilità della pratica filosofica”, rappresenta una testimonianza viva e rigorosa di questa possibilità trasformativa. Non un esercizio teorico astratto, ma il racconto di un percorso umano e professionale che attraversa la scuola, la relazione d’aiuto, il dialogo pubblico, restituendo alla filosofia la sua vocazione originaria: essere un’arte del vivere.

Oltre la terapia: la filosofia come cura non medicalizzante

Uno dei punti più chiari e coraggiosi che emerge dal lavoro di Zappalorto è la distinzione netta – ma non polemica – tra counseling filosofico e psicoterapia. Il counseling filosofico non è una terapia, non nasce per “curare” una patologia né per normalizzare l’individuo entro parametri prestabiliti. Al contrario, si fonda sul riconoscimento dell’altro come soggetto pensante, portatore di una visione del mondo unica e irriducibile.

Come scrive l’autrice, riprendendo Gerd A. Achenbach, l’unica cosa che counseling filosofico e psicoterapia hanno in comune è l’essere “un’interazione tra individui”. Per il resto, le strade divergono profondamente. Là dove la medicalizzazione del disagio rischia di ridurre la persona a un “caso”, la pratica filosofica restituisce dignità al vissuto, accoglie la sofferenza come domanda di senso, non come sintomo da eliminare.

È qui che la parola cura recupera la sua profondità originaria: prendersi cura significa stare con, ascoltare senza etichettare, accompagnare senza sostituirsi. Il counseling filosofico, scrive Zappalorto, può essere “terapeutico” nel senso più autentico del termine: non perché promette guarigioni, ma perché riattiva il pensiero, rimette in movimento ciò che si era bloccato.

Il counselor filosofico: competenza, empatia, presenza

La tesi si distingue anche per l’onestà con cui l’autrice riflette sui dubbi, sui limiti e sulle responsabilità del counselor filosofico. Non basta una solida formazione teorica. Non basta conoscere i testi, le correnti, i concetti. Occorre una esperienza vissuta della filosofia, una capacità di ascolto empatico, una disponibilità a mettersi in gioco come persone, prima ancora che come professionisti.

La Dr.ssa Zappalorto insiste su un punto cruciale: il dialogo filosofico autentico non è mai neutrale, ma deve essere non direttivo. Il rischio di proiettare la propria visione del mondo sull’altro esiste e va riconosciuto, vigilato, attraversato con consapevolezza. Il counselor non indica soluzioni, non dà consigli, non offre risposte preconfezionate. Problematizza, rilancia domande, apre spazi di possibilità.

In questo senso, il counseling filosofico è profondamente rispettoso della libertà dell’altro. Non mira ad “aggiustare” la vita, ma a renderla pensabile, abitabile, interrogabile.

La scuola come laboratorio filosofico: il progetto dello sportello di Counseling Filosofico

Uno degli aspetti più innovativi e concreti della tesi è il racconto del progetto di sportello di counseling filosofico a scuola, realizzato in via sperimentale nel contesto scolastico di Orbetello. Un’esperienza pionieristica, nata quasi in sordina, ma capace di generare un impatto profondo sugli studenti e sulla comunità educante.

In un territorio in cui il counseling filosofico era pressoché sconosciuto, la scuola diventa il luogo privilegiato per seminare questa pratica. Non per caso: l’adolescenza è una stagione esistenziale densa di domande, conflitti, fragilità, scelte. Offrire ai ragazzi uno spazio di ascolto e riflessione significa riconoscere la loro capacità di pensiero, la loro dignità filosofica.

Lo sportello, organizzato con grande attenzione etica e metodologica, ha visto una partecipazione crescente. Gli studenti stessi hanno contribuito alla sua realizzazione, dalla comunicazione alla gestione delle prenotazioni. Un segnale potente: quando la filosofia smette di essere solo materia di studio e diventa esperienza, i giovani rispondono.

Pur nei limiti imposti dal contesto scolastico (tempi ridotti, incontri spesso unici), l’esperienza ha mostrato come anche una sola conversazione significativa possa produrre chiarificazione, sollievo, apertura. A volte basta una domanda ben posta per accendere una luce.

Comunità di ricerca filosofica e orientamento: imparare a scegliere

Accanto allo sportello individuale, la tesi racconta un altro progetto di grande valore: l’utilizzo della Comunità di ricerca filosofica come strumento di orientamento per studenti delle scuole medie. In un sistema che spesso riduce l’orientamento a una vetrina di offerte formative, la Dr.ssa Zappalorto sceglie una strada diversa: lavorare sul significato della scelta.

Attraverso video-stimolo, brainstorming, discussione guidata e restituzione finale, i ragazzi vengono accompagnati a riflettere su di sé, sulle proprie paure, desideri, aspettative. Non per decidere “che scuola scegliere”, ma per iniziare a chiedersi chi sono e che cosa conta per me.

I feedback ricevuti – ringraziamenti, espressioni di consapevolezza, emozioni condivise – confermano l’efficacia di un approccio che mette al centro il pensiero critico e la responsabilità personale. Anche qui, la filosofia mostra la sua forza educativa: non indica la strada, ma aiuta a costruire una bussola.

Filosofia fuori dalle aule: il Caffè Filosofico

La “silenziosa rivoluzione” di cui parla la tesi non si ferma alla scuola. Da anni, Marta Zappalorto anima ad Orbetello Apeiron – Il Caffè Filosofico, uno spazio informale di dialogo pubblico in cui giovani e adulti si incontrano per discutere temi esistenziali, etici, politici.

In un contesto spesso povero di iniziative culturali, il Caffè Filosofico diventa un presidio di pensiero condiviso, una comunità temporanea fondata sull’ascolto reciproco e sul dubbio. Non c’è bisogno di competenze specialistiche: la filosofia nasce nella vita quotidiana e ad essa ritorna.

Chi partecipa esce spesso con meno certezze di quante ne avesse entrando. Ma è proprio questo il dono della filosofia: non rassicurare, bensì aprire. Aprire domande, scenari, possibilità.

Una nuova figura professionale, una nuova responsabilità

L’ultima parte della tesi segna simbolicamente la nascita di una nuova professionalità: quella della counselor filosofica. Un’identità che non cancella quella di insegnante, ma la integra, la arricchisce, la trasforma.

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In un tempo segnato da smarrimento, solitudine, ipersemplificazione e rumore, il counseling filosofico rappresenta una risposta discreta ma radicale: fermarsi, pensare, dialogare. Non per trovare soluzioni rapide, ma per abitare con maggiore consapevolezza la complessità dell’esistere.

Conclusione: il valore di una “rivoluzione silenziosa”

La tesi di Marta Zappalorto è molto più di un elaborato accademico. È un manifesto gentile, una testimonianza, un invito. Invito a restituire alla filosofia la sua funzione pubblica e curativa. Invito a credere che anche nei contesti più difficili – una scuola, una piccola comunità, una stanza d’ascolto – sia possibile generare senso.

Il counseling filosofico non promette felicità né salvezza. Promette qualcosa di più sobrio e forse più necessario: la possibilità di pensarsi, di non essere soli di fronte alle proprie domande, di attraversare il disagio senza esserne annientati.

È una rivoluzione silenziosa, sì. Ma proprio per questo, profondamente trasformativa.

Per approfondire il rapporto tra filosofia applicata e relazione d’aiuto, vedi anche Pratiche Filosofiche nel Counseling: metodo, dialogo socratico e fenomenologia.

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