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Aristotele (384-322 a.C.)
Aristotele, il più celebre allievo di Platone, è una figura centrale nella storia della filosofia. Per tre anni fu il precettore di Alessandro Magno, ma il richiamo culturale di Atene lo spinse a trasferirsi nella città, dove fondò il Liceo, una scuola che rivaleggiava con l’Accademia del suo maestro. Conosciuto come “lo Stagirita” per le sue origini macedoni a Stagira, o come il “filosofo peripatetico” per il suo metodo di insegnamento in movimento, Aristotele abbracciò ogni ambito del sapere. Dalla logica alla biologia, dall’etica alla politica, dalla poetica alla retorica, il suo contributo resta straordinario. Fu lui a enunciare, nella Metafisica, che “l’uomo ha naturalmente la passione di conoscere” e a costruire un sistema basato sull’idea che ogni essere esiste in funzione di uno scopo, poiché “la natura non fa nulla invano.”
. Questo metodo lo portò a distinguere quattro cause fondamentali per spiegare ogni fenomeno: materiale, formale, efficiente e finale. Per esempio, nel caso di una statua, le cause sarebbero rispettivamente il marmo, la forma, gli strumenti utilizzati e la bellezza desiderata come scopo ultimo.
Un terzo delle sue opere è dedicato alla biologia, disciplina in cui si avventurò con un approccio empirico, effettuando dissezioni, come quella sul camaleonte, per classificare gli esseri viventi e le loro caratteristiche. Aristotele organizzò gli esseri secondo il tipo di anima che li animava: vegetativa, locomotoria o deliberativa. Pur attribuendo all’uomo la capacità razionale, riconosceva l’importanza dell’immaginazione come ponte tra ragione e sensi, affermando che “l’anima non pensa mai senza un’immagine.”
Nel suo sistema cosmologico, Aristotele negò l’esistenza del vuoto e introdusse il concetto di un “primo motore immobile,” responsabile del movimento dell’universo. Sebbene la sua fisica sia stata superata nel Rinascimento, essa influenzò profondamente i pensatori medievali, tra cui Tommaso d’Aquino.
Sul piano etico e politico, Aristotele si allontanò presto da Platone. La virtù, per lui, consisteva in un equilibrio tra due estremi e si raggiungeva attraverso l’esperienza. La razionalità, pur essenziale, non bastava: l’uomo virtuoso doveva essere anche un cittadino attivo, perché “l’uomo è un animale politico.” Diversamente da Platone, Aristotele difese la democrazia e riconobbe negli spettacoli tragici uno strumento per purificare le passioni del cittadino, come analizzato nella sua Poetica.
Nonostante la complessità delle sue opere, Aristotele rimane il pensatore più influente dell’Antichità, capace di modellare il pensiero occidentale per secoli.
Citazioni dell’autore
È necessario, se la temperanza è una cosa buona, che le due disposizioni ad essa contrarie siano entrambe cattive, e così infatti appaiono. Ma poiché uno di essi si manifesta solo in un piccolo numero di individui e raramente, si ritiene generalmente che la temperanza sia l’unico contrario dell’intemperanza, così come si ammette che la moderazione sia l’unico contrario del disordine.
Aristotele
“Etica Nicomachea”, VII, 11, trans J. Tricot (1959), Vrin, 1990
L’anima è ciò che ci fa vivere, sentire e pensare, nel primo senso. Quindi deve essere una specie di ragione o forma, e non una questione o un soggetto. Esistono infatti tre modi di intendere la sostanza, come abbiamo detto, che sono rispettivamente la forma, la materia e il composto delle due
Aristotele
«De Anima», II, 2, 414a, trad. R. Bodéüs, Flammarion, ried. 2018
La causa veramente determinante della felicità risiede nell’attività coerente con la virtù, l’attività nella direzione opposta è la causa dello stato opposto.
Aristotele
«Etica Nicomachea», I, 11, trad. J. Tricot (1959), Vrin, Parigi, 1990
È manifesto […] che la città fa parte delle cose naturali, e che l’uomo è per natura un animale politico, e che chi è fuori città, naturalmente naturalmente e non per caso, o è un essere degradato o un sovrumano essere, ed è come colui che viene insultato da Omero: ‘senza stirpe, senza legge, senza patria
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