Estratto dalla Prefazione del volume Maschile e Femminile. La crisi dell’identità di genere
Il sesso
è una delle invenzioni più complesse – e geniali – della natura. Non era necessario. Bastava dividersi in due per riprodursi. Ma l’evoluzione ha scelto una strada più difficile: l’incontro tra due esseri diversi. Maschio e femmina. Due corpi, due mondi, due identità. Il risultato? Una relazione. Un legame. Un cambiamento.
Oggi quei ruoli che un tempo sembravano stabili sono in trasformazione. Le donne occupano spazi tradizionalmente maschili. Gli uomini si interrogano sul proprio posto nel mondo. È una rivoluzione silenziosa, ma profonda. E il sesso, ancora una volta, diventa lo specchio di ciò che stiamo diventando.
In queste pagine si riflette su tutto questo. Non con risposte preconfezionate, ma con domande vere. Con immagini potenti e intuizioni che parlano al cuore. Perché se il sesso è relazione, allora vale la pena capire come cambia quando cambiamo noi.
In questo articolo
Il sesso è una straordinaria invenzione della natura
Ricordo la carica emotiva del Prof. Lorenzo Silengo, ordinario di Biologia all’Università di Torino, quando ci spiegava come il sesso fosse una eccezione alle leggi della natura, perché la natura predilige regolarmente la soluzione più semplice e facile per superare ogni problema. Nella riproduzione la soluzione più semplice elaborata dalla natura era la scissione diretta, che funzionava benissimo negli organismi inferiori. Anche i vegetali avevano una forma di riproduzione simile (la margotta, la talea, …) eppure, ad un certo punto dell’evoluzione, era spuntata una forma ben più complessa e difficile di riproduzione, la riproduzione sessuata, fino al punto che, negli animali superiori, esiste solo più questa forma di riproduzione. Eppure richiedeva lo sviluppo di due tipi di animali nella stessa specie: i maschi e le femmine. Richiedeva che due individui regolarmente sviluppati si incontrassero, che avvenisse la fecondazione… Quanti passaggi e quanti problemi da risolvere. Come mai questa irregolarità nella natura? Il Prof. ci aveva lasciati un poco a riflettere prima di darci la risposta: la riproduzione sessuata aveva dei vantaggi fantastici. La specie, con due generi differenziati, aveva un ventaglio di risorse più ampio. E poi, ad ogni generazione era possibile un passo avanti nell’evoluzione, con conseguente adattamento veloce alle mutazioni ambientali. Non solo, ma tutto questo generava una relazione privilegiata tra individui che costituiva una risorsa reciproca e un ambiente adatto alla crescita della prole inetta. Questi vantaggi erano tali che hanno reso la riproduzione sessuata vincente nell’evoluzione della natura, anche se più faticosa, difficile e complessa.
Nella persona la realtà più vicina al sesso è l’amore

La facoltà più vicina al sesso non è l’intelligenza, anche se una volta l’intelligenza era celebrata come la caratteristica fondamentale di ogni persona. Ma ora, visti i frequenti tradimenti nei suoi confronti, risulta un poco svalutata, fino al punto di ritenere che, vivere in maniera intelligente, sia una scelta… poco intelligente. Le emozioni l’hanno superata di importanza: vivere emozioni piacevoli è considerato spesso la dimensione più importante della vita. Per far ricuperare un po’ di terreno all’intelligenza qualcuno si è pure inventato “l’intelligenza emotiva”: l’uso intelligente delle emozioni. Ottima idea! L’intelligenza emotiva diventa così una componente mentale importante per il sesso. Ma non la più vicina di tutte.
La più vicina al sesso non è la volontà. Anzi, questa è molto svalutata oggi. Se il “volere è potere” di una volta non funzionava sempre, e a volte portava pure a esagerazioni inutili, è vero che portava anche risultati apprezzabili.
Invece la capacità di amare resta sempre la più coinvolta dal sesso. Basti pensare quante persone hanno scoperto la forza della loro identità sessuale nel momento in cui si sono innamorate per la prima volta: “Amo questa persona, e la amo a partire da questo aspetto del mio essere: la mia sessualità”.
Anche l’orientamento sessuale stesso è percepito abitualmente a partire da un innamoramento. Una metafora che mi illumina sulla differenza dei rapporti affettivi tra omosessuali ed eterosessuali è quella degli strumenti musicali che suonano assieme. Un amore omosessuale è come due strumenti uguali, come due violini che si rinforzano il suono tra loro, oppure giocano uno sulla melodia dell’altro. Un amore eterosessuale è come due strumenti diversi che, oltre al gioco, interpretano lo stesso brano secondo la loro differente natura. E in questa metafora trovano posto anche tutte le tendenze immaginabili, soprattutto perché salva l’unità della persona: è sempre lo stesso strumento che suona, quello che cambia è la modalità di una buona relazione. E trovano pure posto la stonatura, il disaccordo, la cacofonia. Non basta suonare due strumenti perché tutto vada bene, perché ogni strumento ha le sue leggi, le sue possibilità e i suoi limiti e solo rispettando questi si ottengono musiche d’arte che trasmettono emozioni piacevoli, utili e profonde.
Il sesso è davvero eccezionale
Il Maschile e il Femminile riportano alla relazione con il diverso: il diverso da sé. Il primo istinto davanti al diverso è il rifiuto e magari l’attacco per distruggerlo. Nei villaggi del passato bastava l’arrivo di una persona vestita diversamente per provocare la reazione di rifiuto e di attacco, magari espressa dai bambini che lo deridevano e gli tiravano del fango. Non approfondisco il tema del rifiuto del diverso, ma passo subito all’eccezione che fa il sesso. Sono proprio le diversità del corpo dell’altro sesso l’elemento primo dell’attrazione. Così l’uomo trova affascinanti il seno, i fianchi… femminili diversi dai suoi. E la donna vede con piacere la statura, la muscolatura… maschile, diverse dalle sue.
Un’altra eccezione straordinaria a cui porta il sesso. Regola generale: quando due o più persone si frequentano con una certa intensità, tendono a diventare simili tra di loro. Basti ricordare: “Chi va con lo zoppo impara a zoppicare”, “Chi va al mulino s’infarina”, “Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”… Tutti proverbi che sottolineano l’estensione di questa legge. Ma il sesso funziona in modo opposto: quando un maschio e una femmina si frequentano fino a diventare intimi, lui si sente più maschio e lei si sente più femmina. Tanto che diventa un complimento il dire: “Mi hai fatto proprio sentire maschio!”, “Mi hai fatto proprio sentire femmina!”.
Quindi ben venga tutto quello che può far crescere l’amore nel mondo.
La crisi dei cambiamenti nell’evoluzione
Si parla di crisi quando le cose non possono più continuare come sono. Devono necessariamente cambiare. Ma il problema reale è come cambiare in meglio!
Sono cambiate una serie di variabili connesse con i ruoli tradizionali maschili e femminili. Qui ne prendo in considerazione solo due, a titolo di esempio, tra quelli che, secondo me, influenzano l’attuale cambiamento: la procreazione e il lavoro.
La procreazione: oggi si superano tante difficoltà ad avere figli, è diminuito il bisogno di avere tanti figli, è assistita la gravidanza, il parto avviene in ambiente specializzato, la mortalità infantile è grandemente ridotta. La società si prende cura dei bambini in difficoltà.
Il lavoro. Si sono grandemente ridotti e semplificati tutti i lavori domestici: fare le pulizie, lavare, stirare, cucinare, tenere i bambini… Contemporaneamente sono quasi scomparsi i lavori puramente fisici, è diminuita la fatica fisica di ogni tipo di lavoro, è diminuita la pericolosità e la mortalità sul lavoro.
Così i lavori affidati per specializzazione alle donne sono diminuiti in quantità e necessità. Le faccende domestiche si sbrigano con l’aiuto delle macchine e tutte sono state facilitate. Le gravidanze occupano una percentuale di tempo minima nella vita di una donna. Anche la cura della poca prole non richiede più la presenza costante in casa. Concretamente le donne hanno molto più tempo libero da investire in diversi lavori.
Contemporaneamente i lavori affidati agli uomini, che richiedevano lunghe assenze da casa, sono diminuiti e la forza muscolare richiesta in ogni occupazione è diventata accessibile a tutti: uomini e donne. Qualche tempo fa ho visto scendere dal posto di guida di un bus cittadino doppio (bestioni che possono portare fino a 170 persone) una donna gracile, poteva pesare meno di 50 chili. Sono rimasto colpito. Una volta le donne non potevano guidare i pullman e i camion. Non era un divieto di legge, era il fatto che non esistevano i servocomandi. Sterzare era questione di muscoli sul volante. Frenare, poi… per quanto si usassero i giochi di leve e le pompe idrauliche, era sempre questione di pressione del piede. Alla fine era la forza della gamba che frenava il camion o il bus. E neppure tutti gli uomini erano in grado di guidarli. I camionisti erano, non per tradizione, ma per necessità, omoni grandi e grossi, con muscoli potenti, perché solo loro riuscivano a guidare quegli automezzi.
E così si è verificato questo fenomeno. Le donne si sono trovate senza lavoro, proprio quando i lavori e i ruoli maschili sono diventati accessibili a loro. Quindi c’è stato uno spostamento significativo di donne nel campo maschile. Questo ha destabilizzato i ruoli, specialmente quello maschile, che si è trovato invaso e messo in concorrenza con tutte le donne: un autentico trauma, poverini! E con uno spazio minimo per restituire l’invasione e spostarsi nei lavori tradizionalmente femminili, perché quelli sono drasticamente diminuiti.
E allora?
- Primo: sperare che le differenze rimangano, perché sono una risorsa per il genere umano che dovrà ancora affrontare tanti problemi nei prossimi… milioni di anni.
- Secondo: sperare che le differenziazioni di ruoli avvengano su elementi più profondi e significativi della forza muscolare.
- Terzo: leggere questo libro proprio per scoprire problemi e magari anche soluzioni nuove.
La realtà supera la fantasia.
Ha fondato e guidato, come Preside, IUSTO dalle sue origini fino al settembre 2020. Salesiano Psicoterapeuta. Fondatore e Docente emerito di IUSTO, Docente SSCF & ISFiPP, Presidente dello Studio Associato di Psicologia Rebaudengo, Presidente aggiunto Istituto Edith Stein, membro CdA Fondazione Martoglio, membro Direttivo COSPES Nazionale e membro Direttivo ETS Chicercatrova.





