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Un diverso livello di funzionamento della mente

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Quadro Arte Lodovico Berra, Funzionamento della mente

Abstract

Hai mai fatto un sogno così strano da lasciarti perplesso al risveglio? Ti sei chiesto perché la mente produce immagini e storie così bizzarre mentre dormiamo? In questo articolo, esploreremo come il sogno rappresenti un diverso livello di funzionamento della mente, distinto da quello della nostra vita diurna. Scopriremo come i sogni sfidino la logica razionale e perché è così difficile interpretarli utilizzando gli schemi mentali a cui siamo abituati.

Il funzionamento della mente durante la veglia

Durante la veglia, la nostra mente opera principalmente attraverso processi logico-razionali. Ogni pensiero segue una sequenza coerente, basata su regole grammaticali e schemi di pensiero consolidati. Questo ci permette di comunicare efficacemente, risolvere problemi e pianificare le nostre azioni quotidiane.

Per noi esseri umani, è fondamentale che le cose abbiano un senso. La coerenza ci dà sicurezza e ci aiuta a comprendere il mondo che ci circonda. Quando incontriamo qualcosa di incoerente o illogico, la nostra mente cerca immediatamente di trovare una spiegazione per ripristinare l’ordine.

La complessità dei sogni

Sognare, funzionamento della mente
Sognare, funzionamento della mente

I sogni rappresentano un modo di funzionare della mente completamente diverso. Utilizzano modalità di pensiero che spesso sono incompatibili con quelle della nostra mente razionale. Nel sogno, le regole logiche possono essere infrante, il tempo può scorrere in modo non lineare e le situazioni possono cambiare improvvisamente senza una ragione apparente.

Questa differenza rende i sogni difficili da comprendere se cerchiamo di interpretarli utilizzando gli stessi schemi mentali che applichiamo durante la veglia. La mente razionale fatica a decifrare le immagini oniriche, perché queste seguono una logica propria, spesso simbolica e non lineare.

Tentativi di spiegazione razionale dei sogni

L’interpretazione psicoanalitica freudiana

Sigmund Freud ha cercato di spiegare i sogni attraverso l’interpretazione psicoanalitica, vedendoli come espressioni di desideri inconsci repressi. Secondo Freud, i sogni hanno una causa sottostante collocata nell’inconscio e possono essere interpretati per svelare significati nascosti.

La necessità di una causa sottostante

Questo approccio riflette la nostra esigenza di trovare una spiegazione razionale per tutto ciò che accade. Vogliamo credere che i sogni abbiano uno scopo, un significato comprensibile e identificabile. Tuttavia, questa necessità potrebbe portarci a forzare interpretazioni che non colgono l’essenza autentica del sogno.

La distorsione del significato originario del sogno

Cercare di applicare schemi razionali ai sogni può portare a distorsioni del loro significato originale. Potremmo attribuire significati che in realtà non appartengono al sogno, perdendo di vista la sua vera natura.

Quando forziamo un’interpretazione, rischiamo di perdere l’autenticità del sogno. Invece di accoglierlo per quello che è, cerchiamo di piegarlo ai nostri schemi mentali, impedendoci di comprenderne la reale profondità.

Il sogno come pre-pensiero secondo Bion

Wilfred Bion suggerisce che il sogno sia una forma di pre-pensiero, non ancora strutturato dalla mente razionale. In questo senso, il sogno è più autentico, poiché non è ancora stato filtrato o modificato dai nostri processi logici.

Questa prospettiva ci invita a vedere il sogno come un’espressione genuina dei nostri movimenti psichici interiori. Liberato dai vincoli razionali, il sogno ci permette di accedere a emozioni e immagini profonde, spesso trascurate durante la veglia.

L’allentamento delle facoltà logico-razionali nel sogno

Libertà dai vincoli diurni

Nel sogno, le nostre facoltà logico-razionali si allentano o si perdono completamente. Questo ci libera dagli schemi e dai vincoli che governano la nostra vita diurna, permettendoci di esplorare liberamente la nostra psiche.

Espressione di emozioni e immagini

Questa libertà facilita l’espressione di emozioni, immagini e ricordi in modo più completo e autentico. Possiamo vivere esperienze emotive intense, creare mondi immaginari e rivivere ricordi in maniera vivida.

Il flusso del pensiero nella vita diurna

Durante la veglia, i nostri pensieri tendono a fluire in modo organizzato e orientato a uno scopo. Siamo impegnati in attività che richiedono concentrazione e utilizziamo il pensiero per rispondere a domande, risolvere problemi e pianificare.

Tuttavia, emozioni e sentimenti possono interferire con questo flusso logico. A volte, immagini o emozioni emergono senza un apparente nesso con ciò che stiamo pensando, ma la nostra mente cerca comunque di integrarli in un quadro coerente.

La necessità umana di dare senso alle cose

Per gli esseri umani, è difficile accettare che qualcosa non abbia senso. L’insensatezza crea disagio e confusione. Pertanto, tendiamo a cercare significati e spiegazioni anche quando non sono immediatamente evidenti.

La nostra mente è abile nel creare connessioni e associazioni per dare senso a elementi apparentemente scollegati. Questo ci aiuta a comprendere meglio il mondo e a sentirci più sicuri nelle nostre esperienze.

La creatività dell’attività mentale

L’attività mentale è intrinsecamente creativa. Le associazioni che formiamo possono svelare ordini e significati nascosti. Questa creatività è evidente sia nella vita diurna che nei sogni.

Quando il pensiero è orientato a un compito, è utile e finalizzato. Ma quando è lasciato libero, può diventare incoerente e incomprensibile, aprendo la porta a nuove idee e intuizioni.

Il pensiero libero nel sogno

Nel sogno, il pensiero si sgancia dalle esigenze del mondo reale. Non siamo vincolati da obblighi o responsabilità, il che ci permette di esplorare liberamente la nostra mente.

Anche il linguaggio nei sogni è semplificato. Spesso non ci sono lunghi discorsi o dialoghi complessi, ma piuttosto frasi brevi, parole isolate o immagini simboliche.

L’emergere di immagini ed emozioni irrazionali

Le immagini e le emozioni nei sogni fluiscono in concatenazioni irrazionali e illogiche. Possono mescolare elementi della nostra vita reale con fantasie, creando scenari surreali.

Questo crea un mondo mentale nuovo e inusuale, che non possiamo spiegare secondo la logica della vita diurna. È un’esperienza unica che ci offre uno sguardo diverso sulla nostra psiche.

Il cambiamento radicale nel funzionamento psichico

Nel sogno, le regole logiche si perdono. Non esistono più le leggi della fisica o le convenzioni sociali. Questo ci permette di vivere esperienze impossibili nella realtà.

Somiglianza con la mente psicotica

Questo cambiamento radicale nel funzionamento della mente può essere paragonato a quello che accade nella mente psicotica. Tuttavia, mentre nella psicosi questo è patologico, nel sogno è un fenomeno naturale e temporaneo.

La comprensione del sogno

Accettare l’irrazionalità

Per comprendere davvero i sogni, dobbiamo accettare la loro irrazionalità. Non possiamo applicare le stesse regole che utilizziamo durante la veglia, ma dobbiamo essere aperti a nuovi modi di interpretazione.

Esplorare l’inconscio

I sogni ci offrono l’opportunità di esplorare il nostro inconscio. Ci permettono di entrare in contatto con parti di noi stessi che normalmente restano nascoste, favorendo la crescita personale.

Il sogno rappresenta un diverso livello di funzionamento della mente, liberato dai vincoli della logica e della razionalità. Accettando questa prospettiva, possiamo apprezzare i sogni non come enigmi da decifrare, ma come espressioni autentiche della nostra psiche. Essi ci offrono una finestra unica sul nostro mondo interiore, permettendoci di esplorare emozioni, desideri e pensieri in modo profondo e significativo.

Lodovico Berra, Psichiatra, Psicoterapeuta, Psicoanalista, Direttore SSCF & ISFIPP

Medico specialista in psichiatria, psicoterapeuta e psicoanalista, Fondatore e Direttore della Scuola Superiore in Counseling Filosofico e del Istituto Superiore di Filosofia, Psicologia e Psichiatria.
Ha iniziato ad occuparsi di psicoterapia esistenziale e dei rapporti tra psichiatria e filosofia alla fine degli anni 80, subito dopo la laurea in medicina e chirurgia.
Nel 1998 ha fondato la Scuola Italiana di Psicoterapia Esistenziale (SIPE) e nel 2007 l’Istituto Superiore di Filosofia, Psicologia, Psichiatria (ISFIPP) di cui è attualmente direttore.
Ha studiato e si è perfezionato a Zurigo, Ginevra, Parigi, New York, Boston, Los Angeles.
È autore di una ventina di libri e di un centinaio di articoli su riviste nazionali ed internazionali nel campo della psichiatria, della psicologia e della filosofia.


L’autore