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Blue Monday e la Psichiatria esistenziale

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Blue Monday e la Psichiatria esistenziale

Il lato oscuro dei buoni propositi:

come il Blue Monday ci costringe a fare i conti con noi stessi

Il terzo lunedì di gennaio ha un nome beffardo: Blue Monday. Ma dietro questa etichetta c’è qualcosa che molti riconoscono sulla propria pelle. Una stanchezza che arriva troppo presto. Una sensazione di fallimento che si insinua tra le pieghe delle agende ancora fresche di inchiostro. Uno studio pubblicato dalla British Psychological Society mostra che oltre l’80% dei buoni propositi di inizio anno fallisce entro la fine del primo mese. Non è pigrizia. È un errore di prospettiva.

Gennaio promette nuovi inizi, ma restituisce rapidamente la fatica del quotidiano. L’entusiasmo iniziale si spegne quando ci rendiamo conto che “essere più produttivi” non significa semplicemente comprare un’agenda nuova, e che “fare più esercizio” non cancella il carico mentale che portiamo ogni giorno. Invece di sentirci motivati, ci scopriamo sopraffatti. E il Blue Monday, con la sua reputazione da “giorno più triste dell’anno”, diventa il simbolo di una crisi più profonda: la distanza tra ciò che desideriamo e ciò che riusciamo davvero a realizzare.

Ma non tutto è perduto. Anzi, è proprio in questo momento che si può fare la differenza. La chiave? Non smettere di sognare, ma imparare a tradurre i desideri in azioni concrete. Il professor Lodovico Berra, psichiatra e psicoterapeuta esistenziale, sottolinea che “la strada per il cambiamento non passa per la forza di volontà, ma per la capacità di dare significato a ogni passo, anche piccolo”. Questo significa riformulare i propositi in modo realistico, tener conto della nostra quotidianità – figli, impegni, fragilità – e abbracciare un principio semplice ma rivoluzionario: l’auto-compassione.

In questo articolo esploreremo come trasformare la crisi del Blue Monday in un’occasione di crescita, analizzando approcci concreti, esempi pratici e spunti dalla psichiatria esistenziale per ritrovare il filo del benessere. Non serve stravolgere la vita. Basta iniziare con il piede giusto, un obiettivo alla volta. Anche se è solo una passeggiata con i propri figli. Anche se è solo smettere di giudicarsi così duramente.

Perché a volte, la svolta comincia proprio dal giorno più difficile dell’anno.

Il Blue Monday, noto come il “giorno più triste dell’anno”, cade generalmente il terzo lunedì di gennaio. Sebbene il concetto abbia origini più legate al marketing che alla scienza, è diventato un simbolo del periodo in cui molte persone si trovano a fare i conti con i propri buoni propositi, il freddo inverno e il calo di motivazione. Ma è davvero necessario considerarlo un giorno negativo? Forse, con il giusto approccio, il Blue Monday può trasformarsi in un’opportunità per riflettere sul nostro benessere e sui cambiamenti che desideriamo apportare nella nostra vita.

Il Blue Monday e i buoni propositi

Quante volte abbiamo iniziato l’anno pieni di entusiasmo, scrivendo una lista di buoni propositi? E quante volte, arrivati a gennaio inoltrato, ci siamo accorti che quei propositi erano già stati dimenticati? Il Blue Monday, collocandosi a metà strada tra l’inizio dell’anno e le prime sfide quotidiane, diventa spesso un momento critico.

Secondo gli esperti, il problema risiede nella mancanza di realismo e concretezza dei nostri obiettivi. Promettersi di “perdere peso“, “fare più esercizio” o “essere più produttivi” può sembrare positivo, ma senza un piano specifico e raggiungibile rischiamo di sentirci sopraffatti e scoraggiati.

Inoltre, i bisogni familiari e la gestione delle responsabilità quotidiane, come prendersi cura dei figli o sostenere i membri della famiglia, possono amplificare questa sensazione di sopraffazione. Ad esempio, per un genitore impegnato a bilanciare lavoro, famiglia e impegni personali, fissare obiettivi irrealistici come allenarsi ogni giorno o seguire una dieta restrittiva può aggiungere ulteriore pressione invece di migliorare il benessere.

In questi casi, è importante tenere conto delle priorità familiari e pianificare obiettivi flessibili che si adattino alla realtà della vita quotidiana. Ad esempio, piuttosto che decidere di andare in palestra ogni giorno, si potrebbe scegliere di fare una passeggiata con i figli o di svolgere attività fisiche a casa coinvolgendo tutta la famiglia. In questo modo, gli obiettivi diventano più realizzabili e il percorso verso il benessere può essere vissuto con maggiore serenità.

La connessione tra buoni propositi e benessere

Perché i buoni propositi falliscono? La risposta sta nella nostra tendenza a focalizzarci su ciò che vogliamo evitare, piuttosto che su ciò che desideriamo costruire. Cambiare approccio può fare la differenza.

Ad esempio, invece di dire “non voglio più procrastinare“, possiamo decidere di dedicare un’ora al giorno a una determinata attività, creando una routine che favorisca il cambiamento graduale.

Quando una persona dice “non voglio più procrastinare,” esprime il desiderio di essere più disciplinata, affrontare le responsabilità senza rinvii e migliorare la propria produttività. Questo può riguardare qualsiasi ambito della vita: lavoro, studio, progetti personali o anche semplici attività quotidiane.

Ad esempio:

  • Procrastinare è passare ore sui social media invece di iniziare un progetto importante.
  • Smettere di procrastinare significa prendere l’iniziativa e affrontare quel progetto subito, senza scuse o ritardi.

Come sottolinea il professor Lodovico Berra, psichiatra e psicoterapeuta esistenziale, pianificare azioni specifiche e concrete è fondamentale per trasformare i desideri in risultati tangibili. Questo approccio non solo aumenta le probabilità di successo, ma contribuisce anche al nostro senso di realizzazione e benessere.

Psichiatria esistenziale: Un approccio olistico al benessere

La psichiatria esistenziale offre una prospettiva interessante sul tema del benessere. Questa disciplina, che fonde psicologia e filosofia, si concentra sul significato della vita e sul rapporto che abbiamo con noi stessi e con il mondo.

Secondo Viktor Frankl, psichiatra e filosofo, la ricerca di un significato è fondamentale per il benessere umano. Anche nei momenti di difficoltà, possiamo trovare scopi che danno senso alle nostre azioni e ci aiutano a superare le avversità. Questo concetto si applica perfettamente al Blue Monday, che può diventare un’occasione per riconsiderare i nostri valori e priorità.

L’importanza dell’auto-compassione

Nella società odierna, siamo spesso troppo duri con noi stessi. Se un proposito non va come previsto, tendiamo a giudicarci severamente, alimentando un circolo vizioso di stress e insoddisfazione.

. Come affermava Rollo May, uno dei principali esponenti di questa corrente, accettare le proprie imperfezioni è il primo passo verso un cambiamento autentico.

Essere gentili con sé stessi non significa rinunciare agli obiettivi, ma riconoscere che il progresso è fatto di piccoli passi e che anche gli ostacoli fanno parte del percorso.

Il professor Lodovico Berra, psichiatra e psicoterapeuta esistenziale, enfatizza l’importanza della gentilezza verso sé stessi e della resilienza nei momenti difficili. Secondo Berra, i buoni propositi dovrebbero essere vissuti non come imposizioni, ma come opportunità per crescere e migliorare. Questo significa accettare le “battute d’arresto” come parte del processo e celebrare ogni piccolo progresso, anche se sembra insignificante.

Come affrontare il Blue Monday?

  • Coltivare relazioni significative
    Le persone intorno a noi giocano un ruolo fondamentale nel nostro benessere. Trascorrere del tempo con amici, familiari o colleghi può aiutarci a sentirci meno soli e più supportati.
  • Svolgere attività gratificanti
    Che si tratti di un hobby, di un progetto creativo o di una semplice passeggiata, dedicare del tempo ad attività che ci portano gioia è essenziale per mantenere alta la motivazione.
  • Praticare la consapevolezza
    La mindfulness, ovvero l’arte di vivere il presente con consapevolezza, può essere una potente alleata. Bastano pochi minuti al giorno di meditazione per ridurre lo stress e ritrovare l’equilibrio.
Un’immagine realizzata da Cèline Berra

Cos’è esattamente il Blue Monday?

È il terzo lunedì di gennaio, considerato il giorno più triste dell’anno per una combinazione di fattori emotivi e stagionali.

Come posso rendere i miei buoni propositi più efficaci?

Concentrati su obiettivi specifici, realistici e misurabili. Scomponi i tuoi propositi in piccoli passi raggiungibili.

Quali sono alcune attività per migliorare il mio benessere?

Praticare mindfulness, fare attività fisica, trascorrere tempo con le persone care e dedicarti a hobby gratificanti.

La psichiatria esistenziale è utile nella vita quotidiana?

Sì, poiché ti aiuta a trovare un significato nelle tue esperienze, migliorando il tuo benessere generale.

Come posso trasformare le difficoltà in opportunità di crescita?

Riconsidera le difficoltà come momenti di apprendimento e usa questi momenti per riallinearti ai tuoi valori e obiettivi.

Lodovico Berra, Psichiatra, Psicoterapeuta, Psicoanalista, Direttore SSCF & ISFIPP

Medico specialista in psichiatria, psicoterapeuta e psicoanalista, Fondatore e Direttore della Scuola Superiore in Counseling Filosofico e del Istituto Superiore di Filosofia, Psicologia e Psichiatria.
Ha iniziato ad occuparsi di psicoterapia esistenziale e dei rapporti tra psichiatria e filosofia alla fine degli anni 80, subito dopo la laurea in medicina e chirurgia.
Nel 1998 ha fondato la Scuola Italiana di Psicoterapia Esistenziale (SIPE) e nel 2007 l’Istituto Superiore di Filosofia, Psicologia, Psichiatria (ISFIPP) di cui è attualmente direttore.
Ha studiato e si è perfezionato a Zurigo, Ginevra, Parigi, New York, Boston, Los Angeles.
È autore di una ventina di libri e di un centinaio di articoli su riviste nazionali ed internazionali nel campo della psichiatria, della psicologia e della filosofia.

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